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novembre 27, 2015

Show all this to the world – appunti di visione

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Giugno 2015. Frontiera tra Italia e Francia. Un gruppo di migranti africani, respinto al confine con la Francia, occupa gli scogli sul mare e chiede a gran voce la possibilità di proseguire il proprio viaggio verso i Paesi del Nord, diventando in poche ore il caso simbolo dell’emergenza profughi in Europa.

Inizia così, con la sinossi presa dal programma del 33mo Torino Film Festival il giorno di Andrea Deaglio alla frontiera di Ventimiglia. Non annoierò prima me stesso e poi voi, cercando la collocazione corretta di Show all this to the world tra reportage, documentario, inchiesta, film documentario e via dicendo.

This are true stories, dice la pagina web di MUFILM, e anche questa ultima produzione, come le precedenti, lo fa capire dalle prime sequenze.

Lungomare di Ventimiglia all’alba. Centinaia di migranti dormono sugli scogli. Attorno a loro, agili, scattanti, silenziosi, decine di foto reporter rubano immagini ai loro corpi immobili, insistono su piccoli poveri particolari. Piedi che escono da coperte improvvisate, scarpe capovolte, resti di un pasto su un piatto di plastica. Cercano inquadrature ad effetto in equilibri precari tra uno scoglio e l’altro, si incrociano tra di loro.

Questa prima deprimente sequenza ci impone la prima riflessione. Qual’è il confine tra testimonianza e intimità? Può uno stato di cronaca sospendere il diritto alla dignità? In quei minuti di sequenza muta, scandita solo dal rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e di quello degli otturatori delle reflex, non sembra esserci dubbio. No. Ma poco dopo, quando un ragazzo, trascinato a forza dalla polizia, cerca l’inquadratura, e urla al cineoperatore “Show all this to the world!”, tutto cambia, il parallelepipedo ruota, come un gioco di posizioni.

La macchina fotografica diventa elemento di garanzia, un dispositivo di protezione, tanto da farci chiedere, da qual momento in poi, se siamo certi di assistere alla rappresentazione della realtà. Quella realtà sarebbe stata tale anche senza la presenza di tutti quei giornalisti? Può lo strumento deputato a rappresentare la realtà, determinarla?

Ciò che mostra Show all this to the world, al di là della sua carica emotiva, è un retrosguardo, impietoso, sui mediatori della verità, sui mass media. Quello che vediamo, che leggiamo, quello che sappiamo, è quasi sempre un compromesso al ribasso. Il modello narrativo di questo film, senza commenti, senza didascalie, è invece il più efficace possibile. E’ come cogliere una mela dall’albero invece che comprarla liofilizzata al Carrefour.

Ho visto, come tutti voi, quest’estate, decine e decine di servizi dal confine di Ventimiglia, ne ho letto le cronache sui giornali, sui siti indipendenti. Ma niente è stato tanto efficace quanto i cinquanta minuti di questo film. La verità non è mai davanti a noi. E’ sempre dentro l’immagine che vediamo. Avere gli strumenti culturali per saperla decodificare fa la differenza tra vivere in un mondo libero o altrove.

L’unica verità possibile è negli sguardi smarriti di quei popoli di passaggio, come diceva Luca Rastello, con il confine addosso. Negli esercizi quasi pugilistici del giornalista davanti alla telecamera, qualche secondo prima della diretta di un programma di intrattenimento generalista. Nel battibecco tra un poliziotto e un reporter, che si intralciano a vicenda, ed entrambi rivendicano di essere sul posto di lavoro. Nel sottofondo di un giocattolo con il suono della tromba, suonato da un bambino con un sorriso orgoglioso, nonostante tutto.

E’ nei cori instancabili, che fanno da sottofondo costante alla narrazione senza colonna sonora, senza voce fuori campo.

Fateci passare. Non torneremo indietro.

L’oscurità avvolge gli scogli e le sagome dei migranti vengono inghiottite dalla notte. Sullo sfondo, le luci della costa francese, solo un altra tappa del viaggio.

In mezzo, un confine, tracciato a volte a matita a volte a penna.

 

M.M.

TFF33 – Cinema Massimo 2  – 27/11/2015

Un film di Andrea Deaglio | montaggio di Enrico Giovannone | post-produzione audio di Niccolò Bosio

http://www.torinofilmfest.org/film/25179/show-all-this-to-the-world.html

http://www.mufilm.it/show/