Posts tagged ‘la faglia’

maggio 10, 2016

Borgo Stura in scena

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A quattro (4!) anni di distanza dall’uscita del romanzo, Borgo Stura è ancora viva grazie alla compagnia Artemuda e al talento dei suoi attori.

Sabato 14 maggio 2016, ore 21 – TORINO – Spazio ArTeMuDa
Via Drusacco 6
Ingresso libero con tessera ARCI

Lettura teatralizzata tratta dal romanzo “La faglia” di Massimo Miro (ed. Il Maestrale)
Con: Igor Casella, Fabio Liberatore, Roberto Micali, Renato Sibille, Patrizia Spadaro.

Evento organizzato in collaborazione con l’Associazione di Volontariato Aporti Aperte e l’Agenzia Formativa Forcoop. La serata sarà dedicata alla raccolta di fondi destinati al Fondo di Solidarietà dedicato ai ragazzi ospiti dell’Istituto Penitenziario Minorile Ferrante Aporti. Oltre alla lettura di alcuni estratti dal libro di Massimo Miro saranno esposte al pubblico fotografie e opere in ceramica realizzate nei laboratori dei Corsi Professionali gestiti dall’Ati Forcoop Agenzia Formativa, Fondazione Casa di Carità, Arti e Mestireri Onlus e E.N.Gi.M. Piemonte, presso l’IPM Ferrante Aporti.

L’evento è inserito nel ciclo di eventi Geografie della scena.

L’Associazione ArTeMuDa aderisce alla campagna “Illuminiamo il futuro” organizzata da Save the Cihildren, realizzando il reading de “La faglia” durante la settimana di mobilitazione “7 Giorni per il Futuro”.

 

http://www.artemuda.it/

 

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dicembre 7, 2013

Voci e parole. Processi inversi

7/12/2013 – Altri Sguardi – 

Dicono che le storie prendano vita quando da manoscritti, o da semplici idee diventano libri. Se questo è vero, allora la storia della faglia è nata una seconda volta, perchè è tornata alla voce, cioè la forma con la quale mi era apparsa guidando l’auto, reggendomi in curva su un pullman, ascoltando il silenzio della notte. Allora non feci altro che trascrivere quella voce su fogli di fortuna, niente di più, e mettere insieme tutto in forma di parole, punteggiatura. La voce è una forma viva, pulsante.

In questo strabiliante processo inverso, Renato Camoletto, Roberto Micali, Renato Sibille, Igor Casella e Fabio Liberatore, danno la parola agli spazi, alle virgole, agli a capo. Danno il silenzio, l’espressione, il movimento, alle parole. Stasera è stato un onore, ancora una volta.

Grazie Artemuda.

MM

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dicembre 2, 2013

La Faglia in tournèe

 

Tre dei cinque attori di Artemuda all’arrivo al Castello di Rivoli. Temperatura acqua al limite del rosso, freni ok, pressione gomma ant sx scesa a 1,1 atm. Nella foto, il Cassone prudentemente ricoperto di una pellicola verde per _cassone2evitare i posti di blocco della pula. E’ stato un grande sacrificio per Sgummo partire per la tournèe senza il Garelli (il leopardato è su tutte le foto segnaletiche), e sedersi nei sedili posteriori di un automobile come un passeggero qualunque.

Grazie anche per questo.

MM

dicembre 2, 2013

La faglia di Borgo Stura. E’ viva e contemporanea – 1/12/2013

1/12/2013, Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea.

Grazie ad ArTeMuDa, agli attori che con le voci hanno messo in scena gli spazi bianchi . Che con i loro silenzi hanno messo in scena le parole.   _artemuda5

Grazie al collettivo FMPQ Il futuro del mondo passa da qui. Per aver condiviso lo sguardo su quell’angolo di città.

Alla Mostra Marinella Senatore, Building Communities per avere ospitato la carovana chiassosa e rissosa di PeriFerite.

Love and peace.

MM

novembre 28, 2013

1-12-13 La faglia al Museo di Arte Contemporanea di Rivoli

2PERiferite_RIVOLI 1-12PeriFERITE domenica 1/12/2013 ore 16 @variatons

Un intreccio di eventi nella manica lunga del Museo di Arte Contemporanea del Castello di Rivoli.

Il collettivo FMPQ (osservatorio permanente) e lo scrittore Massimo Miro si incontreranno nuovamente all’interno della mostra “Marinella Senatore. Costruire comunità”. Dopo l’evento straordinario di PARATISSIMA 2012 al MOI erano ancora tante le cose da dire, scrivere, ascoltare, guardare.

Letture, discussioni e esempi di laboratori di scrittura “attiva” partendo dal progetto crossmedia “Il futuro del mondo passa da qui” (Scritturapura Casa editrice) e dal lavoro di interpretazione della compagnia Artemuda sul romanzo di Massimo Miro “La faglia” (ed. Il Maestrale), con gli attori Renato Camoletto, Fabio Liberatore, Roberto Micali e Renato Sibille.

Il programma di dicembre è disponibile sul sito del Museo. http://www.castellodirivoli.org/mostra/marinella-senatore-costruire-comunita/

La mostra Marinella Senatore. Costruire comunità è co-finanziata dagli Amici Sostenitori del Castello di Rivoli. Con il patrocinio di Film Commission Torino Piemonte, Media Partners La Stampa, Rai Radio 3

marzo 5, 2013

Sgummo era il vero “Man of the year 2012” secondo il prestigioso TIME

sgummo man of the year 2012 

New York, 5/3/2013.  L’indiscrezione è ormai di dominio pubblico. Dopo l’ambito premio Melquiades di Cartoline da Macondo assegnato a Jumbo, la Faglia aveva fatto il bis, aggiudicandosi il non meno prestigioso riconoscimento della rivista TIME, per Sgummo Man of the year (per l’occasione era stata modificata la dicitura originaria Person of the year) che aveva voluto così premiare la sintesi perfetta tra abilità, sfrontatezza e coraggio. Sgummo, notevolmente contrariato per il fatto che non si vedeva il Garelli nella copertina è però andato su tutte le furie, rifiutando il blasonato riconoscimento, che è stato poi attribuito in tutta fretta a Barack Obama.

gennaio 10, 2013

Cartoline da Macondo premia Jumbo come miglior personaggio non protagonista del 2012

Era nell’aria da giorni. Ora è ufficiale. Jumbo ha vinto l’ambitissimo premio Melquìades 2012 come miglior personaggio non protagonista. In questo momento Jumbo è alla Rinascente in cerca di un frac da rubare con destrezza, e poter partecipare alla cerimonia di premiazione. Ci sono premi che valgono in base alle persone che lo riconoscono.

E per me, questo che Federico Bona ha dato a Jumbo vale tantissimo.

 

ved. articolo originale http://www.cartolinedamacondo.it/i-migliori-libri-del-2012.html

 

 

dicembre 28, 2012

Patrizia Caffiero su “La balena bianca”: Ritorno a Borgo Stura. Alcune annotazioni su “La faglia” di Massimo Miro.

1340798179423mirodi Patrizia Caffiero

“Provammo dei sentimenti, ignorando il pericolo”

Goffredo Mezzasalma – detto Gomez – parte da Milano per ritornare a Torino, nel quartiere dove ha vissuto la sua giovinezza. Il suo fraterno amico Jumbo si è risvegliato da un coma durato trent’anni. Si tratta di un ottimo pretesto narrativo per ricostruire tramite la memoria di Goffredo un mondo tramontato, con la sua litania di oggetti a carico: il motorino Garelli Leopard,  le simca e le centoventisette,  i radioregistratori con la cassetta, il poster di Niki Lauda “prima dell’incidente”, gli odori, i rumori e gli ambienti di tre decenni prima.  Protagonisti di questa prova d’esordio del torinese Massimo Miro sono Gomez, Jumbo, Sgummo, Novi, Ligure: un manipolo di sbandati, i “Grandiosi” – per loro stessa definizione- , ladruncoli pronti alla rissa, borgatari degli anni settanta di un quartiere operaio di Torino, Borgo Stura, una specie di bolla nello stato lontana dai controlli e dalle regole della città, scarsamente raggiungibile persino da un’ambulanza che “Minchia, si è sdrumata nella faglia”. La faglia è una profonda ferita nell’asfalto che divide il rione dalle altre zone di Torino; come se non bastasse l’emarginazione di fatto di questa comunità dal resto del mondo. La faglia simbolica che spacca in due il tessuto narrativo nel romanzo, invece, è la storia di “un prima” e di “un dopo” il tentativo da parte del gruppo di liberare Aldo Moro, che Jumbo ha individuato per una casualità  in un appartamento di Corso Tassoni; prova iniziatica un po’ cialtrona, un po’ vanagloriosa voluta dai ragazzi per l’impazienza di entrare nella storia e “diventare celebri” senza far fatica: “Noi, Grandiosi di Borgo Stura, i derelitti,  feccia della società, avanzi di riformatorio, avevamo salvato Aldo Moro. Il mondo ce n’era già grato, e noi ci saremmo presi tutto.  Tutto. Non avremmo lasciato niente a nessuno. Volevamo la nostra parte, porca lercia. La nostra dannata parte”. È dopo  questo episodio,  che vede i ragazzi giocarsi tutte le loro possibilità, che Goffredo svolta radicalmente: si lega a una moglie alto-borghese e a un esigente suocero, un grande manager, esponente  della Milano-bene che è anche suo datore di lavoro. Il fatto che il suo presente sia raccontato come una continua alienazione da sé, dai suoi istinti profondi; una cinica esistenza in cui si è voluto salvare dalla galera o dalla morte violenta per la strada, ci sembra una svolta persino peggiore del destino dei suoi amici. Come se l’alternativa a una vita di piccoli abusi, crimini e botte possa essere solo un’altra vita in cui un diverso livello di sopruso venga perpetrato, per esempio verso i propri dipendenti; o nei confronti dei propri fornitori. Goffredo è consapevoledi pagare un prezzo alto per la sicurezza economica di cui gode ora:

Non sono per niente sicuro di sentirmi bene. Certi giorni mi sento un pinguino sulle dune del deserto. Altre volte un leone in mezzo al mare”.

Vive in una solitudine affettiva completa; il rapporto con la figlia è ridotto alla ricezione di sms minimali dove lei richiede ricariche del cellulare; la moglie è colei che l’ha salvato dal dare pensiero alla famiglia ma che dopo una visita a Borgo Stura lo disinfetta con salviette detergenti per togliergli “di dosso l’unto gassoso della periferia”. Goffredo si descrive così al volante dell’auto accanto a lei:

“Io guidavo servoassistito. Guidavo servofrenato. Guidavo ammortizzato. Non mi veniva mai niente da dire. Disinfettato, senza la felicità di un batterio”.

Non andava così nel quartiere d’origine, nel quale i rapporti familiari e soprattutto del gruppo di amici erano improntati a dedizione ed affetto assoluti; un territorio parallelo nel tempo e nello spazio; ormai perduto. Goffredo reitera nel ricordo la sua dichiarazione d’amore a un luogo che di per sé sembra avere pochi meriti; non pratica le associazioni consuete che legano le emozioni più intense a luoghi definiti idilliaci per convenzione universale. Una pila di gomme che bruciano, lontana dal rappresentare quello che è, un segno del degrado/inquinamento di Borgo Stura, risveglia in lui parti preziose della sua memoria: “quando eravamo piccoli, quella colonna altissima di fumo nero ci serviva come punto di riferimento per ritrovare la via di casa durante le escursioni in bicicletta. Era il nostro faro” . Oppure, il panorama che Gomez desiderava “allora” godersi a fine giornata non sembrerebbe incantevole; al contrario, lo era per lui: “Volevo godermi ancora un po’ le luci di Borgo Stura. La collina in lontananza, la sagoma del gasometro di Vanchiglia”. Splendide sono certe descrizioni socio-urbanistiche quasi futuristiche del quartiere, dove i palazzi e le strade acquistano vita e dinamismo, con l’inserto di metafore prese da campi semantici lontani dall’architettura e dall’urbanistica: “Palazzoni svettanti come rampe di lancio di qualcosa che non decollava mai”. Oppure: “ Le ombre di quei mostri di palazzo grigi strisciavano sugli asfalti e sui bassi fabbricati come eclissi quotidiane”.

Un romanzo della nostalgia, amaro, in cui la catarsi non è possibile; e non si alimenta la speranza.

Massimo Miro, La faglia, Il Maestrale, 2012, p. 144, euro 16

articolo originale:

http://labalenabianca.com/2012/12/28/ritorno-a-borgo-stura-alcune-annotazioni-su-la-faglia-di-massimo-miro/?like=1&source=post_flair&_wpnonce=a90e8da1db

novembre 29, 2012

La Faglia è nella sezione “Auteurs de premier roman europèenne”.

Da 25 anni il Festival du Premier Roman di Chambéry è ad un tempo testimone della nascita di nuovi autori e un evento-trampolino per giovani talenti. In questa occasione invitiamo a festeggiare gli autori in erba incontrati a Chambéry, in occasione della presentazione della loro opera prima, che sono ora diventati importanti scrittori sulla scena letteraria francese e internazionale.  Il Festival du Premier Roman di Chambéry è in Francia l’unica manifestazione letteraria che apre le porte alla scoperta e alla promozione, per mezzo della lettura, dei romanzi di esordio di autori di lingua francese ed europei. Infatti, dopo un anno di letture e dibattiti, 3000 lettori esigenti e appassionati scelgono gli autori dei romanzi d’esordio più apprezzati e li invitano al Festival. Così, ogni anno, autori di romanzi d’esordio, 15 di lingua francese e 8 italiani, spagnoli, tedeschi, romani, inglesi e portoghesi, partecipano alle giornate del Festival attorniati da autori di grido.

http://www.festivalpremierroman.com

novembre 18, 2012

La Faglia è tra i finalisti del XV Premio Città di Cuneo 2012/2013

Il romanzo La Faglia è stato nominato tra i  finalisti del XV Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo. Il Premio ha come finalità quella di far conoscere ai lettori gli scrittori che esordiscono nella narrativa in lingua italiana, quale che sia la provenienza dello scrittore.

Le attività del Premio si concludono nel mese di novembre, nell’ambito della manifestazione scrittorincittà, quando i lettori possono incontrare i 4 scrittori che hanno ottenuto maggiore consenso.

I lettori adulti, attraverso un meccanismo spiegato nel dettaglio nel regolamento, individuano il vincitore e segnalano altri due autori, cui va ad aggiungersi una segnalazione che proviene dai comitati di lettura scolastici. La scelta di legare il Premio alla manifestazione scrittorincittà ha definito le scadenze: in ogni nuova edizione, che si apre con scrittorincittà, si leggono i romanzi usciti tra il 1 ottobre dell’anno precedente ed il 30 settembre dell’anno in corso. La lettura si chiuderà il 30 giugno dell’anno successivo.

Il vincitore e gli autori segnalati verranno invitati a incontrare i lettori nella successiva edizione di scrittorincittà.

Chiunque può partecipare al Premio come lettore della selezione per adulti, con queste modalità: – può vedere la lista dei romanzi nelle pagine dedicate all’edizione in corso, leggerli e segnalare il suo giudizio tramite la scheda_adulti che può essere consegnata alla Biblioteca civica di Cuneo o inviata via e-mail: primoromanzo(at)comune.cuneo.it; – può prendere in prestito i volumi nella biblioteca di Cuneo e dare il suo giudizio tramite la scheda applicata direttamente sul volume; – può inserirsi nel comitato di lettura che si ritrova, ogni 15 giorni, da novembre a giugno, presso la Biblioteca civica e confrontarsi così con gli altri lettori; – può partecipare ai gruppi di lettura che, con modalità diverse, sono nati a Chambéry, Modane, Saint-Jean-de-Maurienne, Tende, Lyon, Nice.

Dalla collaborazione tra il Festival du Premier Roman de Chambéry Savoie ed il Premio Città di Cuneo per il Primo romanzo nascono gruppi di lettori francesi che leggono, in lingua italiana, la selezione proposta dal Premio Città di Cuneo  per il Primo Romanzo e gruppi di lettori italiani che leggono, in francese, la selezione proposta dal Festival du Premier Roman de Chambéry-Savoie. I lettori adulti o i gruppi scolastici italiani che fossero interessati a questo discorso, possono rivolgersi direttamente alla Segreteria organizzativa del Premio Città di Cuneo per il Primo romanzo.

Elenco dei finalisti della XV edizione 2012/2013 http://www.primoromanzo.it/index.php?id=62