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settembre 15, 2016

La vita, è reale solo quando condivisa? Il sistema complesso delle cose ai tempi dei social network.

samsung_hmx_w200rn_xaa_hmx_w200_waterproof_hd_camcorder_766564Qualcosa accade. Un tramonto, un treno che passa, un uomo che suona una cornamusa.

La videocamera di uno smartphone la congela, la accantona in una memoria sintetica, a futura visione. Ciò che prima era una fine, ora è un nuovo punto zero, un costante presente. Un riverbero tecnologico assordante ne replica in numero infinito l’istante germinale.

Il passato non esiste più, il presente non si può cancellare. E’ indelebile.

Due ragazze assistono allo stupro di una loro amica nei bagni di una discoteca. Non fanno niente per evitare quello stupro, ma pur essendo, a loro detta, ubriache, utilizzano l’ultimo barlume di lucidità per filmare il tutto con uno smartphone, e per condividere il video su whatsapp.

Rispetto alla realtà si sta imponendo un nuovo istinto primario, quello di catturarla. Come se quella realtà, non stesse accadendo per davvero, non fosse ancora vera. Come se avesse bisogno del passaggio nel tritacarne della considerazione digitale, per essere tale.

Quel passaggio battesimale ne certifica in qualche modo la realtà. Senza quel passaggio non è stato niente, solo una vaga realtà senza sussistenza. Per noi e per gli altri. Quell’evento, accaduto sotto ai loro occhi, deve essere stato indecifrabile, quasi un’esplosione nel vuoto.

Se viceversa le due ragazze avessero visto il video di quello stupro in rete, allora si, che avrebbero avuto una reazione di sdegno. Quell’evento sarebbe sembrato legittimato e reale, in tutta la sua tragica gravità.

Un ragazzo, per tutto un concerto tiene il cellulare puntato verso il palco. Non salta, non poga, non balla, non canta, non applaude (non può perché ha una mano impegnata). Non guarda il palco perché deve tenere d’occhio l’inquadratura.

Non deve stupire che questo ragazzo stia assistendo con distacco al concerto. Se egli tende a non avere alcun interesse per quello che accade davanti a lui è perché non percepisce il fatto che la realtà stia accadendo in quell’istante. La realtà accadrà solo nel momento in cui sarà terminato l’upload del video in rete.

Come dire che la realtà non è abbastanza intensa perché raggiunga le mie emozioni.

Solo il livello condiviso dei tag, fall out di quella realtà catturata, disarticolata, edulcorata.

Non più la sua matrice originale.

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