Archive for novembre, 2012

novembre 29, 2012

La Faglia è nella sezione “Auteurs de premier roman europèenne”.

Da 25 anni il Festival du Premier Roman di Chambéry è ad un tempo testimone della nascita di nuovi autori e un evento-trampolino per giovani talenti. In questa occasione invitiamo a festeggiare gli autori in erba incontrati a Chambéry, in occasione della presentazione della loro opera prima, che sono ora diventati importanti scrittori sulla scena letteraria francese e internazionale.  Il Festival du Premier Roman di Chambéry è in Francia l’unica manifestazione letteraria che apre le porte alla scoperta e alla promozione, per mezzo della lettura, dei romanzi di esordio di autori di lingua francese ed europei. Infatti, dopo un anno di letture e dibattiti, 3000 lettori esigenti e appassionati scelgono gli autori dei romanzi d’esordio più apprezzati e li invitano al Festival. Così, ogni anno, autori di romanzi d’esordio, 15 di lingua francese e 8 italiani, spagnoli, tedeschi, romani, inglesi e portoghesi, partecipano alle giornate del Festival attorniati da autori di grido.

http://www.festivalpremierroman.com

novembre 18, 2012

La Faglia è tra i finalisti del XV Premio Città di Cuneo 2012/2013

Il romanzo La Faglia è stato nominato tra i  finalisti del XV Premio Città di Cuneo per il Primo Romanzo. Il Premio ha come finalità quella di far conoscere ai lettori gli scrittori che esordiscono nella narrativa in lingua italiana, quale che sia la provenienza dello scrittore.

Le attività del Premio si concludono nel mese di novembre, nell’ambito della manifestazione scrittorincittà, quando i lettori possono incontrare i 4 scrittori che hanno ottenuto maggiore consenso.

I lettori adulti, attraverso un meccanismo spiegato nel dettaglio nel regolamento, individuano il vincitore e segnalano altri due autori, cui va ad aggiungersi una segnalazione che proviene dai comitati di lettura scolastici. La scelta di legare il Premio alla manifestazione scrittorincittà ha definito le scadenze: in ogni nuova edizione, che si apre con scrittorincittà, si leggono i romanzi usciti tra il 1 ottobre dell’anno precedente ed il 30 settembre dell’anno in corso. La lettura si chiuderà il 30 giugno dell’anno successivo.

Il vincitore e gli autori segnalati verranno invitati a incontrare i lettori nella successiva edizione di scrittorincittà.

Chiunque può partecipare al Premio come lettore della selezione per adulti, con queste modalità: – può vedere la lista dei romanzi nelle pagine dedicate all’edizione in corso, leggerli e segnalare il suo giudizio tramite la scheda_adulti che può essere consegnata alla Biblioteca civica di Cuneo o inviata via e-mail: primoromanzo(at)comune.cuneo.it; – può prendere in prestito i volumi nella biblioteca di Cuneo e dare il suo giudizio tramite la scheda applicata direttamente sul volume; – può inserirsi nel comitato di lettura che si ritrova, ogni 15 giorni, da novembre a giugno, presso la Biblioteca civica e confrontarsi così con gli altri lettori; – può partecipare ai gruppi di lettura che, con modalità diverse, sono nati a Chambéry, Modane, Saint-Jean-de-Maurienne, Tende, Lyon, Nice.

Dalla collaborazione tra il Festival du Premier Roman de Chambéry Savoie ed il Premio Città di Cuneo per il Primo romanzo nascono gruppi di lettori francesi che leggono, in lingua italiana, la selezione proposta dal Premio Città di Cuneo  per il Primo Romanzo e gruppi di lettori italiani che leggono, in francese, la selezione proposta dal Festival du Premier Roman de Chambéry-Savoie. I lettori adulti o i gruppi scolastici italiani che fossero interessati a questo discorso, possono rivolgersi direttamente alla Segreteria organizzativa del Premio Città di Cuneo per il Primo romanzo.

Elenco dei finalisti della XV edizione 2012/2013 http://www.primoromanzo.it/index.php?id=62

novembre 14, 2012

La faglia secondo Doris Salcedo

Shibboleth di Doris Salcedo alla Tate Modern di Londra.

novembre 13, 2012

La Faglia@paratissima2012

novembre 12, 2012

La Faglia a PeriFerite – PARATISSIMA 2012 uno#dieci#cento#mille#grazie.

Grande serata per La Faglia ieri a Paratissima. Grazie a Giorgio Olmoti e Rocco Brancucci per le letture emozionanti, IFasti per i suoni fragorosi, Paola Cereda per le sue parole di verità illuminante sulla faglia, Il Futuro Del Mondo Passa da Qui per avere condiviso il luogo con Borgo Stura, Stefano Delmastro per la grande professionalità. Federica di Paratissima per la disponibilità. Il Premio Italo Calvino per avermi dato l’onore di rappresentarlo. Chiara Bongiovanni per la bella presentazione iniziale. Radio M**Bun per l’intervista.

Love and Peace.

MM

novembre 6, 2012

La Faglia, epopea dei senza gloria – Così scrive Minore su Anobii

Il romanzo racconta una qualsiasi epopea dei senza gloria, i periferici al mondo, i tagliati-fuori per nascita, per destino di partenza. Apparentemente sarebbe poco interessante per un lettore calarsi nello squallore dell’emarginazione urbana torinese identica a tutte le altre emarginazioni di ogni altra città. Ma il libro, per questo bello, è capace di avvincere perché riesce a far emergere con forza l’umanità dei protagonisti avvolti in una Storia che potrebbe fare a meno di loro senza modificarsi.

Ci dicono che la Storia sia, appunto, fatta di storie personali, coincidenze, occasioni che riescono a sfiorarla e, apparentemente, potrebbero anche condizionarla e scriverla. La lotta è impari. Chi vincerà? La Storia, naturalmente. Quella sorta di fossa comune dove ognuno verrà riconsegnato, sepolto nella banalità del proprio destino inglorioso.

Non resterebbe nemmeno la traccia di queste umanità qualunque, invisibili e dolorosamente scontate, se questo libro non avesse il merito di lasciarci le loro piccole storie da fare nostre.

Massimo Miro, l’autore, è un’altra bella intuizione del Maestrale, una casa editrice coraggiosa, che amiamo perché propone spesso delle piacevoli sorprese.

minore

Anobii.com http://www.anobii.com/minore/books

novembre 5, 2012

Grazie a Ryta Kess per le sue immagini a caldo della faglia. Istantanee, vive. Splendidamente vere nel suo cogliere nel segno.

Questo libro si fa leggere velocemente, come un fumetto che si affaccia nella storia e ne inquadra i fattori marginali.
Questo libro lascia il segno dello scontro con i fantasmi del passato, personale, di un’epoca.
Il ’78, ma potrebbe essere oggi per il senso di vitalità ostentata e castrata insieme.
Ma è importante che sia il ’78, l’anno dell’uccisione di Moro.
Gli anni di una violenza diffusa che teneva sotto scacco tutti gli strati sociali, da quella organizzata a quella di stato a quella di quartiere.
Ed entra in campo la faglia.. quella linea di confine, un margine che separa ma non è insuperabile, quella crepa culturale tra la vita di periferia e la vita delle piazze, dove all’epoca erano più presenti i cortei, le contestazioni, i punti di vista personali.
O è solo un mito?
C’è qualcosa di attuale in quei due passaggi del libro, ironici e amari: quella di Novi e Ligure, come quella ancora più eclatante di tutto il gruppo di amici, quando, convinti di aver capito dove sia nascosto Aldo Moro ( a Torino), si mobilitano per rapirlo una seconda volta, sicuri che questo li farà passare alla storia.
Riusciranno a diventare famosi? così comicamente disimpegnati, anticipatori di un atteggiamento passivo che non conosce il proprio territorio, senza strumenti né difese per emanciparsi da quel margine?
E poi c’è il coma che dura 32 anni, quello di Jumbo. Il coma che coinvolge tutti, anche gli svegli, come in un congelamento del pensiero, delle reazioni, della parola, quindi i lunghi segreti di stato, della storia appunto.
Poi la “faglia” in qualche maniera si aggiusta, avviene il risveglio, il miracolo, risolto in due modi.
Per il protagonista è l’occasione per riguardare quel passato attraverso un viaggio in autostrada e poi in sella, attraversandolo come si attraverserebbe ad un certo punto un sogno ricorrente, tra luoghi familiari ma modificati.
Quella linea di confine tra la “disperata vitalità” e il “benessere”, sembra sparire in un gioco di sospensioni, cercando un nuovo equilibrio.
Dove sta tornando Mezzasalma? (ottimo il cognome che ne inquadra la persona) Alla sua agiatezza rattoppata? Da una moglie che lo ha “salvato” economicamente e socialmente ma non dai suoi desideri? o al suo passato? ora che non c’è più quella linea che demarca…
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Bologna, 5/11/2012
La ricerca di Ryta Kess è in un costante dialogo con la pittura (campo dell’arte nel quale ha iniziato la sua formazione) e le altre forme di espressione visiva, assottigliando così la pellicola storica, creando un cortocircuito temporale, dando diversi piani di lettura per le tematiche sociali attuali e contemporanee da lei affrontate.
Così nella stessa opera si intrecciano riferimenti alle rovine classiche insieme con le statue di Ciusa, Magritte con la Neshat o l’Abramovič,  i contrasti luminosi dei dipinti del Seicento europeo con quello delle tele Hopperiane, la sacralità di Piero della Francesca con quella di Fontana o Tarkosky, Sebastiano del Piombo con Frida Kalo, le periferie sociali della Goldin con quelle di Pasolini o della Arbus, etc..
Nei suoi lavori preferisce concentrandosi sull’autoritratto e nello specifico sul proprio corpo come canale comunicativo più immediato.
Il mezzo attraverso il quale si esprime la sua poetica è prevalentemente fotografico. Per quanto riguarda le altre modalità: video, tableau vivant, installazione , la scelta è dettata dall’esigenza di “mettere in scena” quella più consona a veicolare il contenuto dell’opera.
novembre 2, 2012

La Faglia a PARATISSIMA 2012 @MOI Torino 11/11/2012 ore 18,30

periFERITE

Un viaggio emozionale nelle terre solcate dal Fiume Stura a Nord Est di Torino.

Terre parallele raccontate con parole, immagini e suoni. Paola Cereda, FMPQ, Massimo Miro, e i Fasti, si incontrano per raccontare quella “periferia d’Europa” al centro della città, ognuno con gli occhi della propria esperienza di scrittori, fotografi, film makers, musicisti. Come si può definire una terra che può essere periferia degradata e centro del mondo contemporaneamente?

 

“Per migliaia di persone, le periferie sono il centro esatto dell’esistenza”, come dice Paola Cereda nel suo racconto Al campeggio senza mare.

Viste dal di dentro, hanno la forza di una città intera e il degrado diventa quotidianità, a volte poesia. E’ il caso di una bambina, figlia di un rom e di una gaggé che racconta il campo nomadi di Stura come il campeggio senza mare dove, ogni anno, le piace ritornare.

E’ la realtà “invisibile” dell’Osservatorio FMPQ – Il futuro del mondo passa da qui (www.fmpq.it) che guarda le sponde dal ponte per raccontare un crocevia di storie attraverso la voce di documentaristi, fotografi, scrittori, illustratori, progettisti, educatori e cittadini comuni.

O l’urbanità selvaggia del quartiere immaginario di Borgo Stura raccontato da Massimo Miro (www.massimomiro.it) nel suo romanzo La Faglia: I palazzi fatti con i Lego, uno in fila all’altro, piazzati di sbieco con degli angoli che non dicevano niente. Per pattugliare le strade più che i vigili ci sarebbero voluti i caschi blu.

E’ stato lo stesso movente ad avere attratto lo sguardo di tutti questi artisti, quasi senza conoscersi, ognuno nell’autonomia del proprio gesto espressivo proprio lì, nello stesso angolo rimosso e dimenticato della città? Strade sterrate che diventano labirinti, universi, si insinuano negli agglomerati urbani, e sembrano finire nel nulla.

E’ invece da lì che parte il loro viaggio, da quando ci si inizia a perdere in quel mondo nascosto di ritmi, luoghi, personaggi.

Il sottofondo senza mediazioni de I Fasti (www.ifasti.it), con i loro suoni fragorosi, compressi, tesi, poetici, metropolitani.

Storie sospese in cui realtà e immaginario trovano un tempo narrativo nuovo.

Quello dell’immediato.

Con la partecipazione straordinaria di:

Giorgio Olmoti (autore)

Gaia Rayneri (scrittrice)

Marco Allocco (esperto ambientale)

Antonio Citro (guida volontaria)