Archive for maggio, 2012

maggio 25, 2012

La Faglia. Recensione di Aldo Novellini su Il Giornale dei Lavoratori.

La tragica fine di Aldo Moro cambiò per sempre i connotati della vita politica italiana

di Aldo Novellini – 23/05/2012

Fu il nostro 11 settembre o, più esattamente, la Dallas nostrana, nel senso dell’assassinio di Kennedy e non della famosa telenovela, perché la tragica fine di Aldo Moro cambiò per sempre i connotati della vita politica italiana. Si può dire che tutti quelli che hanno superato i quarantacinque anni sanno dire, con esattezza, cosa stavano facendo quel giorno, quando in via Fani accadde l’inimmaginabile.

Anche Massimo Miro, giovane scrittore torinese, ricorda quella tragedia e ce ne parla, in sottofondo, attraverso un racconto “La Faglia” (edizioni Il Maestrale) in cui, sul filo dell’immaginario, il leader democristiano viene, per così dire, inserito nell’esistenza di cinque ragazzi della periferia di Torino, di fine anni Settanta, alle prese con le speranze e i disagi che, in ogni epoca, caratterizzano l’adolescenza.
In quella primavera del 1978 nella quale l’Italia si trovò col fiato sospeso per le sorti di Moro e per le istituzioni democratiche, i cinque protagonisti del romanzo hanno tra i 16 e i 18 anni e sono ragazzi totalmente avulsi da quanto accade nel Paese. Estranei non soltanto alla politica ma a qualsiasi aspetto della società che vada al di là della loro quotidiana esperienza in una borgata metropolitana. Quando però, per caso, uno dei giovani nota su un giornale la foto di Moro prigioniero crede, come per una folgorazione, di riconoscere nello statista Dc un uomo anziano intravisto di sfuggita in casa della donna con cui ha avuto una relazione. Uscendo dall’appartamento ha infatti visto, per un attimo da un porta semichiusa, un vecchio steso su un letto. Non c’è dubbio l’uomo sul giornale, cercato in mezza Italia, è proprio quello chiuso in quella stanza.
Anche gli amici se ne convincono e nel gruppo scatta allora l’idea di liberare il prigioniero e consegnarlo alla polizia. Un’azione che aprirebbe a questi ragazzi di borgata le porte della notorietà facendoli assurgere, per una volta almeno, a stimati cittadini. Proprio ciò che nella vita di tutti i giorni, consumata tra i casermoni di una vuota periferia non sono mai riusciti ad essere.

Il romanzo punta sul flashback. Il principale protagonista ricorda la grottesca vicenda avvenuta tre decenni prima. Del gruppo dei cinque amici, egli è l’unico che è riuscito a costruirsi un’esistenza normale, avendo sposato la figlia di un industriale ed essendosi trasferito a Milano per lavorare nella ditta del suocero. La trama del racconto si snoda dunque sul filo della memoria mentre questi torna, per qualche giorno, a Torino per rivedere, dopo molti anni, uno dei suoi amici, con cui è tornato in contatto.
Miro riesce a narrare la vicenda con notevole ironia, con toni spumeggianti e con scene spesso giocate sul filo del paradosso. E in sottofondo vediamo aprirsi degli squarci di grande umanità, a tratti persino commoventi, nelle vite dei giovani protagonisti, vittime certamente dei loro limiti ma, a ben vedere, anche delle storture della nostra società che gravano sempre sugli anelli più deboli.

Proprio su coloro che più degli altri avrebbero bisogno di esser aiutati a superare disagio ed emarginazione.

vai all’articolo originale La Faglia. Recensione di Aldo Novellini su Il Giornale dei Lavoratori.

maggio 24, 2012

La Faglia: autoBIOgrafia in tutto e per niente.

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Rispondo volentieri alla domanda più ricorrente che mi viene posta. “La storia della Faglia è autobiografica?”.

E’ doveroso dire che non esiste opera al mondo che non sia stata contaminata dall’esperienza personale di chi l’ha creata. Anche le ricette di cucina sono autobiografiche, perchè contengono spesso gli ingredienti che fanno parte della storia personale e culturale di chi le ha confezionate. I film di Hitchcock sono l’esempio più evidente di quanto l’espressione artistica transiti attraverso l’emotività dell’autore. Il disegno di un bimbo di tre anni lo è con ancora più evidenza, qualunque cosa egli abbia raffigurato.

Ebbene, anche un’opera di pura finzione come la storia della Faglia può essere autobiografica, nella misura in cui la nostra fantasia può essere la nostra migliore compagna di vita come la nostra peggiore persecutrice. Niente si avvicina di più alla realtà di quanto riesca a fare il nostro fantasticare, ancora più della verità, che a ben vedere non è altro che la realtà distorta dalla lente della nostra soggettiva.

Creare verosomiglianza è infinitamente più faticoso che scrivere una storia realmente accaduta. Ma alla fine, ne sarà valsa la pena, perchè la verosomiglianza è sempre di gran lunga più affascinante della verità.

Forse perchè per le opere di fantasia siamo più disposti a sospendere l’incredulità.

MM

maggio 24, 2012

Un primo grazie.

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GRAZIE a tutti coloro che stanno comprando La Faglia. GRAZIE per tutti i commenti bellissimi che mi state mandando. GRAZIE a chi ha dato La Faglia come lettura per le vacanze agli studenti di una scuola superiore di Torino, GRAZIE ai lettori di Anobii che hanno creato una catena di lettura in poche ore.

Per merito vostro, Gomez, Sgummo, Jumbo, Novi e Ligure sono vivi. Sono tra noi.

M.M.

maggio 22, 2012

La Faglia presentata al Salone del Libro di Torino 2012

La Faglia presentata al Salone del Libro di Torino 2012

Da sinistra:
Franco Orsini e Chiara Bongiovanni dell’Associazione Premio Calvino. Giorgio Olmoti, Luca Morino, Massimo Miro.

Torino, 11 maggio 2012

maggio 6, 2012

Aspettando la Main Track

Cresce l’attesa per l’uscita della Main Track che accompagnerà la presentazione ufficiale del libro al Salone del libro l’11 maggio. C’è massimo riserbo sulla voce che interpreterà “Aspetto un’onda” degli onu44 (testo e musica Massimo Miro).

Il brano è attualmente in lavorazione. Le tracce di chitarra acustica (Kevin Lodgers, onu44) e della voce principale sono già chiuse, mentre sono in corso le lavorazioni post recording dei controcanti di Maurizio Chiaro di The Monroe, una delle voci più interessanti e promettenti del prossimo futuro, effettuate il 4 maggio a Manchester (UK). Lunedì 7 allo Spazio 211 sarà registrata la parte degli archi, con Cecilia Salmè al violoncello. A seguire le parti di voce di Sined, il cantante degli onu44. Tre giovanissimi e talentuosi artisti, riuniti per la prima volta insieme.

Dal giorno 8 maggio inizia la fase di mixdown, affidata naturalmente, alle mani esperte di Kevin Lodgers.

L’11 maggio, l’ultima tappa ufficiale della campagna di lancio, sarà il giorno della grande festa di addio “all’ineditato”. Da manoscritto a libro. Dal cassetto allo scaffale.

Il primo passo del viaggio. Al suono di  Aspetto un’onda.

maggio 3, 2012

E’ uscito il lato B della colonna sonora virtuale della Faglia.

Da oggi, per festeggiare l’uscita ufficiale del libro, è possibile ascoltare il lato B della colonna sonora virtuale del romanzo. Altri 13 artisti che si aggiungono al progetto, tra cui band storiche di Torino come Franti, Negazione e Nerorgasmo. Ascoltare queste canzoni, una dopo l’altra, è come fare un viaggio nella Torino più autentica, sotterranea. Buon ascolto.

Metto in sottofondo i Platters. A Torino certe volte fa un freddo bastardo, che non si riesce neanche a parlare E’ strano come il mio calendario sia scandito dai mondiali di calcio Dalle parole gridate da un palco e dalle stragi di stato Sto sbattendo la mia testa contro ad un muro. Ma è meglio che riempirla di merda. Domani al mio risveglio io prendo un bel martello e spacco tutto Ti verrò a trovare in un giorno di sole, con la faccia pulita senza tante parole, mi farai sedere sulla sedia migliore. E a guardarci negli occhi passeranno le ore. Senza emozioni affetti memorie. Tanto sai che in Lungo Dora ci saluteremo ancora. Nell’acqua nera che bagna Torino come una macchia che soffoca e stringe Quando ti allontani vedo il vuoto nei tuoi occhi E la nausea per la vita che non ho Perdendo un amico resta solo dolore. Sotto la nostra lingua muta. No dreams. No future. Non voglio più emozioni, ho il cuore di cristallo e un corpo acrilico. Devo correre lontano devo sciogliere quei fili devo mettermi al sicuro devo aprire le mie mani devo andare via domani.

maggio 2, 2012

DA OGGI “LA FAGLIA” E’ IN TUTTE LE LIBRERIE

– Ohu! Sgummo, ma lo sai che oggi è uscito sto libro della Faglia ?

– Di quale minchia di libro stai parlando Jumbo? E poi da quando in qua parli di libri? Non farmi preoccupare.

– Ma è la nostra storia, la storia dei grandiosi di Borgo Stura, la storia della faglia, la storia del mio risveglio, la storia del……

– Aspetta, aspetta Jumbo. Sta storia parla anche del mio Garelli?

– Ma si, parla del tuo Garelli, ma anche di molto altro. Parla della vita, ma mica solo della nostra, quella di tutti…

– Io non voglio quella di tutti, io voglio la mia, con il mio Garelli Leopard cazzo, vuoi mica che mi danno quella di un altro e mi ritrovo con un Motobecane.

– Ma ti stai calmo Sgummo? Ti dico che non ho capito molto nemmeno io. Nella letteratura è così.

– Nella letterachè?

– Nella letteratura, nei libri, insomma, parlano della tua vita e poi ci ricamano sopra, si inventano un sacco di cazzate, ma la nostra vita è un pretesto, hai capito Sgummo?

– Jumbo, ma mi dici che cazzo ti sei fumato oggi? Sto andando in paranoia, sei sicuro di stare bene?

– Ma si che sto bene parlano di noi per parlare d’altro.

– Ma non possono parlare direttamente d’altro così non ci rompono le palle? E chi sono poi questi che parlano di noi?

– Beh, la nostra storia l’ha scritta Massimo Miro.

– Massimo Miro? Non possiamo andargli a spaccare la faccia? E’ un cremino o un babbascione?

– Non lo so, comunque se parlava direttamente d’altro noi non saremmo esistiti. Io, te, Gomez, Novi, Ligure, Borgo Stura, il tuo cazzo di Garelli.

– No, no allora ha fatto bene, minchia massimo rispetto.

– Dai, mi sembra figo sto libro. Andiamocelo a rubbare in centro. Dov’è che si rubbano i libri?

LA FAGLIA – romanzo di Massimo Miro Edizioni Il Maestrale Dal 2 maggio 2012 in vendita in tutte le librerie

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