Hanno sparato a John Lennon, ma per fortuna se la caverà

di  Le recensioni di Scuola Holden/a cura di Alessandra Minervini, I libri di ilmiolibro.it, 21/02/2011

http://ilmiolibro.kataweb.it/booknews_dettaglio_recensione.asp?id_contenuto=3717739

La sera dell’8 dicembre del 1980 John Lennon fu assassinato a colpi di rivoltella. La notizia sconvolse il mondo, alcune ragazze impazzirono dal dolore, altre si uccisero. Era la sconfitta del pacifismo, della contestazione,  della lennonsofia.  E adesso immaginate che tutto questo non sia mai successo. Che Lennon, quella sera a New York, sia sopravvissuto ai colpi del suo assassino. Love me do di Massimo Miro è un romanzo che resuscita Lennon e con lui un’epoca, gli anni Ottanta, dove tutto poteva ancora succedere. La fanta-premessa narrativa è affascinante per due motivi. Il primo perché, anche se è una finzione, è emozionante immaginare che Lennon non sia stata ucciso così brutalmente quella sera.  Il secondo motivo, collegato al primo, è che immaginare un mondo dove non sia accaduta questa crudeltà fa sperare che non ne avvengano altre. L’omicidio di Lennon non è funzionale alla storia, ma “induce  una sorta di tensione crescente, di domanda ricorrente”, che nel romanzo di Massimo Miro si traduce in un ottimismo costante, nella gioia di essere al mondo nonostante il mondo.
Torino, anni’80. Mick racconta in prima persona quel salto nel vuoto che è il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. In questo viaggio lo accompagnano gli amici storici, Cifra e Domenico, con i quali divide tutto e senza i quali non fa un passo. Inseparabili fin dai tempi delle scuole medie, i tre si ritrovano quasi per caso dentro una finta band, “la ganga”, che suona e canta sulle basi originali dei Beatles. Un giorno, in tram, Mick resta folgorato da una ragazza. “Il cuore batte come la grancassa di Stewart Copeland in Walking on the moon, la sudorazione acquisisce sembianze di brina da freezer. Adesso svengo e migliaia di “senzalibro” mi calpestano come una lattina di birra, lei è un’allucinazione, ne sono convinto..” Si chiama Angelica, come la protagonista dell’Orlando Furioso. Ed è il trionfo di un sentimento fortissimo.
Il romanzo coinvolge con il suo stile sopra le righe, suffragato da un divertente (e divertito) citazionismo pop, che non esclude, però, intense riflessioni sull’incedere del tempo e sulla difficoltà di diventare grandi in un mondo di bambini. Come la canzone dei Beatles che viene citata nel titolo, Love me do racconta una storia di tanti anni fa che risulta ancora felicemente attuale.

leggi le prime pagine:

http://reader.ilmiolibro.kataweb.it/v/224769/Love_me_do?SSID=cezkzhjvjrpkeprzjqlzqeppcdqdnvar

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