Presentazione di un romanzo. Nuova liturgia o istinto di sopravvivenza?

Non mi salverò nemmeno io. Presenterò il mio romanzo La Faglia alla Fiera del libro di Torino e poi passerò alle librerie, alle biblioteche, ai caffè letterari, ai magazzini, ai cortili, alle lavanderie. Ne ho viste tante di presentazioni. Ho visto quelle del saràpresentel’autore, allora mi son chiesto ma dopo che se ne è stato ad ascoltare gongolante l’introduzione del relatore twittando sotto al tavolo cosa avrà mai da dire l’autore? Fino a quel momento si è parlato di un miracolo, di un libro finalmente interessante, dopo tanta banalità. Fino a quel momento la sua voce è stata mediata dal relatore con un discorso organizzato, a tratti quasi sincero, fino a quel momento la sua voce è stata grammatura di carta, tono di inchiostro, altezza di carattere. Cosa avrà da aggiungere l’autore, con la sua voce vera di inflessione, timbro, volume, pause, espressioni, titubanze. Cosa dirà l’autore che si è dimenticato di scrivere, se il libro devo ancora comprarlo, se non qualcosa che farà distrarre il mio budget verso un buon classico Borges.

Ho visto presentazioni in cui l’autore non c’era, e allora noi del pubblico ce lo siamo immaginati a Parigi, seduto al tavolo di un bistrot a parlare di Prevert con il vecchio gestore di Shakespeare&Co, anche se l’autore era a casa, sul divano con la tuta slabbrata e macchiata di sugo. L’idraulico che gli aggiustava il sifone del lavandino.

E’ che ormai un libro senza presentazione non ce la fa nemmeno a nascere. Figurarsi a sopravvivere. Readings, show cases, eventi crossing, contaminazioni, sono solo alcuni dei modi per non chiamare istinto di sopravvivenza un processo di marketing forzato e liturgico, del quale oramai non si può più fare a meno. Lo scrittore moderno non si limita più ad essere semplicemente lo specchio della società, di far ascoltare, attraverso la propria arte la voce di chi subisce la storia. Oggi il mestiere di scrivere, è pericolosamente fare, la storia.

Si può immaginare che uno scrittore abbia sempre qualcosa da dire, su tutto? Si può accettare sempre, a tutti i costi, un extratesto, una vista diagonale, a rischio di oltrepassare il limite della sottrazione di fabula?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: